masse

di Andrea Pitasi

Prologo noioso per cavie

La Skinner Box è un buon esempio didattico per affrontare il posto del comportamentismo tra le scienze sociali e lo studio della società tout court.
La Società è la scatola delle scatole: la superscatola globale come oggi, in tempi di globalizzazione, risulta ancora più chiaro e nitido.
La Skinner Box non è il primo esperimento comportamentista mai compiuto, anzi il comportamentismo affonda le proprie radici nella seconda metà del XIX Secolo ma qui non è la sua storia che voglio ricostruire bensì il rapporto con suo fratello minore: il costruttivismo.
Di circa settanta anni più giovane ma che poi ha prevalso nei modi e nel senso che dirò, facendo del comportamentismo la propria variabile dipendente. Skinner non era un costruttivista, anzi, ma progettando la scatola per studiare il comportamento della cavia mette in luce che non vi sono né cavia né comportamento senza scatola.

Ma come si progetta una scatola?

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Girl in a job interview

di Roberta De Cicco   Con questo articolo vi proponiamo un approfondimento sulle neuroscienze cognitive applicate alle organizzazioni, un recente campo di indagine accademico, dai risvolti manageriali, che mira a far luce su alcuni problemi esistenti e a sollevare nuovi quesiti che altrimenti rischierebbero di passare nell’ombra (J. Becker e Cropanzano, 2010). “Organizational cognitive neuroscience” (OCN), in italiano le “neuroscienze cognitive delle organizzazioni”, rappresentano lo studio delle neuroscienze cognitive applicate al contesto delle organizzazioni. Le neuroscienze cognitive delle organizzazioni coniugano pertanto le più recenti scoperte…Continue Reading “Le Neuroscienze cognitive applicate alle Organizzazioni”

interazione uomo computer

di Loreta Cannito e Riccardo Palumbo

Umanità Aumentata: quale futuro nel rapporto uomo- macchina” è un articolo di “Agenda Digitale“, una rivista online che si propone di essere un luogo per accompagnare i passi dell’Italia verso la necessaria rivoluzione digitale. L’articolo è dei nostri contributor, la dottoressa Loreta  Cannito e il professor Riccardo Palumbo. Siamo felici di condividerlo con voi.

La cosiddetta “umanità aumentata” genera entusiasmi e timori. Lavori a rischio, capacità attentive ed emotive messe a dura prova, nuove sfide etiche e morali ma anche traguardi prima inimmaginabili in ambito medico, ingegneristico, in fisica e architettura. Vediamo quali saranno gli sviluppi nel 2019-2020.

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Economia comportamentale e teoria delle scelte

Le recensioni di Economia Comportamentale: Eleonora Maglia,  dottore di ricerca in Economia della produzione e dello sviluppo, ci racconta “Economia comportamentale. Guida alla Teoria della scelta“.   Economia comportamentale. Guida alla Teoria della scelta di Erik Angner per Hoepli (2018, pp.324) è un’utile lettura per approfondire i temi dell’economia comportamentale ed apprezzare le implicazione positive che questo filone di studi, relativamente recente, applicato nell’ambito della decisione pubblica, può apportare nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini. La struttura del volume e i temi trattati Il volume…Continue Reading “Economia Comportamentale: Guida alla teoria della scelta”

Le emozioni di inside out

di Giulia Castelletti Prima o poi è capitato a tutti di canticchiare un motivetto o fischiettare una musica che ci entra in testa senza riuscire a smettere. Sicuramente l’esposizione recente e il numero di volte che abbiamo ascoltato questi motivi, il collegamento con un ricordo, le sue caratteristiche strutturali e la nostra storia personale, hanno un ruolo importante e permettono di trasformare un brano musicale in un vero tormentone, inducendoci a canticchiare nostro malgrado. Questo fenomeno viene definito ufficialmente INMI, Involuntary Musical Imagery, ampiamente descritto…Continue Reading “Musica: com’è che ci entra in testa?”

Shopping online

di Serena Iacobucci

L’euristica della scarsità può indurci ad attribuire un maggior valore a beni che consideriamo rari o limitati in termini di quantità, tempo o accessibilità. Come vedremo, si tratta senza dubbio di un mezzo molto potente per far leva sui consumatori e l’UX design sembra averlo capito da un pezzo. Ma così come non è tutto raro ciò che scarseggia, allo stesso tempo non è tutto oro ciò che luccica. Far leva sui bias cognitivi va decisamente di gran moda nel web marketing, tuttavia non bisogna dimenticare l’importanza dei fattori contestuali, individuali e, in particolare, degli effetti che le strategie che applichiamo possono avere nel lungo periodo.

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Bambino che canta

di Giulia Castelletti Gli esseri umani passano più della metà delle loro ore di veglia interagendo tra loro. E una buona parte di questi incontri sociali coinvolgono la voce. Il linguaggio entra in gioco in tutte le nostre attività, nella vita sociale, in famiglia e nella comunità. La nostra voce parla di noi, è un importante elemento di identità, ma ben oltre a questo, la voce dice quello che vogliamo dire, e anche di più. Ma di che cosa parliamo esattamente quando diciamo “voce”? Dal…Continue Reading “Cosa dici, come lo dici: il potere della voce”

Post-it

Sappiamo già molto bene che non ragioniamo in maniera perfetta: ricorriamo a scorciatoie, euristiche, e siamo soggetti a errori o bias cognitivi. Oggi Silvia Bianco, dottoranda industriale presso l’Experience Center della PwC, ci racconta come combattere in maniera disruptive questi bias grazie alle sessioni di co-design tramite il metodo del design thinking, esercitando così il nostro pensiero “altro”.

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Messaggiare con le app
The Potential for Human-Computer Interaction and Behavioral Science” di Kweku Opoku-Agyemang apparso sulla rivista online Behavioral Scientist sui temi dell’interazione uomo-computer .
L’articolo fa parte dell’edizione speciale “Connected State of Mind”, che esplora l’impatto dell’uso della tecnologia sul nostro comportamento e sulle nostre relazioni. Per l’edizione completa cliccate qui.
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Bitcoin

di Pierangelo Rosati, Assistant Professor in Business Analytics presso la DCU Business School

Bitcoin è stata la seconda parola più cercata su Google News a livello mondiale nel 2017, subito dopo l’uragano Irma e prima della sparatoria di Las Vegas. Questo suggerirebbe una generale curiosità riguardo le cosiddette cryptovalute, curiosità che potrebbe essere stata guidata dai media, che rivestono ancora un ruolo importante nella diffusione delle informazioni, o dalla cassa di risonanza che i vari social network offrono a tutti noi. Eppure non sembra essere proprio così. Come comprare Bitcoin” infatti è stata la terza frase più cercata nella categoria “Come fare per…” lasciando pochi dubbi sul fatto che un enorme numero di potenziali investitori vogliano effettivamente entrare a far parte del gioco.

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